Designing a co-working is work for everyone?

*Traduzione in italiano di seguito.

/// This post is written by Andrea Paoletti

I often find myself talking about co-working, why I design these types of spaces and why I created one in Matera, Casa Netural. But more and more I realise how fragmented the knowledge is on this topic and how each individual searches to give their own definition to these types of spaces.

We at uuushh* like to speak about collaborative spaces as more than co-working because we live in a time in which it is possible to work nomadically, remotely, informally, flexibly and the real value added by co-working is not only sharing a space to lower the office rental costs but the multiplication of opportunities that is generated through sharing a space and coincidentally stories, dreams, ideas, projects and skills under the same roof.

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On the subject of “co-working” becoming mainstream, we are seeing many people jumping into opening their own space without a good understanding of what it is and without knowing a sustainable business model, which is certainly not easy to create.

Cristina and I (before we opened our experimental spaces Casa Netural and 28 y Medio) came from five years’ experience with The Hub (now known as Impact Hub) and we had the chance to work on a project that began on a small scale and became global; one that had a fixed business model but was managed differently at the local level.

For another two years we were responsible for various Design and Collaborative space elements working closely with different communities in various cultural contexts from the USA to Mexico, Spain and Malta.

Cristina and I are architects and for more than eight years we have understood that to create collaborative spaces you don’t need to be an architect but a co-designer.

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A collaborative space is a place where architecture is not finished, so the need to have an architect is almost an oxymoron. An architect is used to designing something that is closed and concluded and does not follow on, and for this reason to be defined as a co-designer has more sense.

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To create a collaborative space we use a process that is inclusive and involves everyone, open to the community for reference and this state of flux is our manager and coordinator.

But what do we do precisely?

–       we are architects so we know how to organise a space and manage the necessary elements to realise/design the technical details;

–       we are facilitators of the community and through a methodology called co-creation we have already had various experiences constructing a community through the design of a space and we know how to involve a community by monitoring the flow of information from both real encounters that happen in the space through the design process and virtual meetings that occur through social media and other digital tools;

–       we have founded two collaborative spaces, so we know the everyday problems of the space and the community that can arise and we bring these into consideration at the beginning of the design;

–       we are flexible, able to find problems and consequently solutions and we have a 360 degree vision of collaborative spaces;

–       we are a team of people that has an international network of collaborators who are always ready to put new projects into play.

We would like to get in contact with realities interested in these topics and begin new work and collaborations. If you are interested, write to us at hello@uuushh.com

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Progettare un co-working è un lavoro per tutti?

Mi capita sempre piú spesso di parlare di co-working, perché progetto questi tipi di spazi e perchè ne ho creato uno a Matera che si chiama Casa Netural, ma sempre piú mi accorgo quanto sia frammentata la conoscenza di questo argomento e di come ognuno cerchi di dare le proprie definizioni a queste tipologie di spazi.

A noi di uuushh* piace parlare di spazi di collaborazione piú che di co-working perchè viviamo in un’epoca in cui é possibile lavorare in maniera nomade, remota, informale, flessibile e il vero valore aggiunto di un co-working non é la condivisione di uno spazio per abbassare il prezzo d’ affitto di un ufficio ma la moltiplicazione di opportunitá che vengono generate dal condividere uno spazio e quindi storie, sogni, idee, progetti e competenze sotto uno stesso tetto.

Essendo l’argomento “co-working” diventato mainstream stiamo notando come molte persone si buttano nell’ avventura di aprirne uno senza sapere bene di cosa si tratti e senza sapere che il modello economico non è per nulla facile ne da sostenere ne da saper gestire.

Io e Cristina (prima di aprire i nostri spazi sperimentali Casa Netural e 28 y Medio) arriviamo da un’esperienza quinquennale in The Hub (ora diventato Impact Hub) e abbiamo avuto la grande possibilitá di lavorare a un progetto che partito a scala ridotta é diventato poi globale e che pur avendo un modello economico fisso viene gestito e declinato localmente in forme diverse.

Siamo stati per oltre 2 anni responsabili della parte Design e Collaborative space lavorando a stretto contatto con diverse community in vari contesti culturali, dagli USA, al Messico, dalla Spagna a Malta.

Io e Cristina siamo architetti da piú di 8 anni ma abbiamo capito che per creare spazi di collaborazione non bisogna essere architetti bensí co-designer.

Lo spazio di collaborazione é un luogo architettonico non finito, quindi aver bisogno di un architetto è quasi un ossimoro. L’ architetto é abituato a progettare qualcosa di chiuso e concluso e non un processo, ecco perchè definirsi co-designer ha piú senso.

Per creare uno spazio di collaborazione usiamo un processo inclusivo e coinvolgente, aperto alla community di riferimento e proprio in questo flusso di azioni la nostra figura si pone come responsabile e coordinatore.

Ma cosa facciamo di preciso?

– siamo architetti e quindi sappiamo organizzare uno spazio e possediamo requisiti per realizzare / disegnare dettagli tecnici;

– siamo facilitatori di comunitá e attraverso una metodologia chiamata co-creazione abbiamo giá avuto varie esperienze di costruzione di comunitá attraverso il disegno di uno spazio, sappiamo coinvolgere una community monitorando flussi di informazione provenienti sia da incontri reali che avvengono nello spazio da progettare sia attraverso lo spazio virtuale dei social media e degli strumenti digitali;

– abbiamo fondato due spazi di collaborazione e quindi conosciamo quali sono i problemi quotiddiani dello spazio e della community da affrontare e quindi da prendere in considerazione sin dal principio della progettazione;

– siamo flessibili, abili nello scovare problemi e quindi a trovare soluzioni  e abbiamo una visione a 360 gradi del tema degli spazi di collaborazione;

– siamo un team di persone e abbiamo una rete internazionale di collaboratori sempre pronta a mettersi in gioco per nuovi progetti.

Vorremmo metterci in contatto con realtá interessate a questi argomenti e iniziare presto nuovi lavori e collaborazioni. Se siete interessati scriveteci a hello@uuushh.com

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